Sinopse
Amore e Psiche è uno dei miti più celebri dell'antichità, tramandato in forma letteraria da Apuleio nel suo romanzo Le Metamorfosi (L'Asino d'oro, II secolo d.C.). È una storia simbolica e poetica che unisce elementi fiabeschi, religiosi e filosofici, e che ha esercitato una profonda influenza sull'arte e sulla letteratura occidentale.
La protagonista, Psiche, è una giovane di straordinaria bellezza, tanto da suscitare l'invidia della dea Venere. Per punirla, Venere ordina al figlio Amore (Cupido) di farla innamorare dell'uomo più vile che esista; ma Amore, colpito dalla bellezza di Psiche, se ne innamora egli stesso. La conduce in un palazzo incantato, dove la sposa a condizione che lei non cerchi mai di vedere il suo volto. Istigata dalle sorelle, Psiche infrange il divieto e perde l'amato, dando inizio a una lunga serie di prove e sofferenze.
Il cammino di Psiche è un vero itinerario di purificazione: Venere la sottopone a prove durissime e apparentemente impossibili, che la giovane supera grazie all'aiuto di forze benevole e alla sua perseveranza. Dopo l'ultima prova, che la conduce fino agli inferi, Psiche viene infine salvata da Amore e accolta tra gli dèi. Giove le concede l'immortalità, sancendo l'unione eterna tra Amore e Psiche.
Il mito è ricco di significati simbolici. Psiche rappresenta l'anima umana, che attraverso la sofferenza, l'errore e la conoscenza giunge alla maturità spirituale; Amore incarna il principio divino che guida l'anima verso l'immortalità. La favola può essere letta come un'allegoria del rapporto tra l'uomo e il divino, ma anche come una riflessione sulla fiducia, sul desiderio e sulla crescita interiore.
Grazie alla sua profondità e alla sua bellezza narrativa, La favola di Amore e Psiche ha attraversato i secoli come uno dei racconti più affascinanti della mitologia classica, capace di parlare tanto all'immaginazione quanto alla riflessione filosofica e spirituale